Roma-Sassuolo, la "Lavagna Tattica" di TCF a cura di Maria Macrì

23/01/2021 - 20:30


Continua l'analisi tattica delle principali gare di Serie A e di Serie B. La nostra "Lavagna Tattica di TCF"

Oggi Maria Macrì, ex calciatrice e stimata allenatrice con patentino Uefa A, ci racconterà quello che ha raccontato Roma - Sassuolo.

Ecco il suo pensiero:

  • PRIMO TEMPO Vento e sole su Roma. Le giallorosse cominciano la gara schierandosi con un offensivo 4/2/3/1 Lo spazio sotto la punta centrale, Lazaro, viene occupato in modo importante, da Andressa. La brasiliana, da quella posizione, dà il meglio di sè e crea nuove (e verticali) linee di passaggio. La Roma non trova molti spazi in ampiezza anche per merito delle avversarie che, oggi, scelgono di difendersi basse formando due linee che lavorano vicine. Le neroverdi aspettano le avversarie fino alla linea di metà campo, dopodichè partono con un pressing abbastanza efficace. La Roma, complice anche una dormita generale dei difensori avversari, trova il gol (il primo) con Giugliano e, subito dopo, crea altre occasioni da calci piazzati. Il Sassuolo, non è quasi mai pericoloso, se non negli ultimi minuti dove, grazie anche a qualche errore tecnico giallorosso, non capitalizza al massimo un paio di azioni che sembravano interessanti. In ampiezza, sempre il Sassuolo, non gioca quasi mai, se non in rari casi e grazie a Dubcova che si allarga a sinistra. Questa situazione di gioco, facilita la fase difensiva della Roma, che si trova tutte le avversarie raggruppate in mezzo al campo. Sempre in seguito ad un piazzato, Andressa, trova il raddoppio.
  • SECONDO TEMPO Cambiano i dettami tattici di Piovani. Dentro Bugeja e Monterubbiano, si tenta il tutto per tutto. Il Sassuolo alza il baricentro e pressa la Roma a tutto campo. Si rende pericoloso in più di un’occasione, ma senza mai trovare il pertugio giusto. Di contro, davanti alla Roma, si aprono spazi importanti che sembrano solo urlare “occupami”, con le ripartenze veloci, che fai sicuramente gol. Saltano tutti gli schemi. Entrambe le squadre vogliono segnare. La Roma non ha interesse a scoprirsi ma solo a sfruttare le transizioni positive. Il Sassuolo si butta in avanti affidandosi molto alle marcature preventive. In realtà non succede più nulla. Occasioni da rete si (da ambo le parti), ma nessun gol. Finisce 2 a 0 per la Roma.

Chiudo con le mie solite considerazioni. Dico brava a coach Bavagnoli, per aver capito (forse tardi ma tant’è) che Andressa, più avanti, è tanta roba. Questo nuovo sistema di gioco rende la Roma, sotto l’aspetto tecnico e tattico, una signora squadra. Il Sassuolo gioca bene, ha giovani e meno giovani affamate ed interessanti e tanti punti. Tutti guadagnati con merito. Una cosa, però, non capisco. Cosa spinge un tecnico a pensare di più a difendersi piuttosto che ad attaccare per poi ribaltare tutto nel secondo tempo cercando di raggiungere un risultato praticamente impossibile? È successo lo scorso anno con la Juve, l’ho rivisto oggi. Snaturare il proprio credo calcistico e la propria idea di gioco per l’avversario di turno, è giusto oppure no? Se sei il Sassuolo, forse no.