Morace all'Ansa: "Finché il calcio femminile in Italia non verrà gestito dalle donne faremo molta fatica"

30/11/2021 - 16:10


Carolina Morace, ex allenatrice di Lazio e Milan e volto storico del calcio femminile italiano, ha parlato in un'interessante intervista all'ANSA della situazione del nostro calcio che ancora secondo la coach fatica a raggiungere le altre grandi realtà europee. Queste le sue riflessioni:

"In Italia cresciamo ma facciamo più fatica rispetto agli altri paesi europei come Inghilterra, Germania o Francia. Il problema è che qui da noi ci sono poche allenatrici. Quest’anno in Serie A ci sono due sole allenatrici. Ma dall’anno scorso quattro squadre hanno mandato via quattro allenatrici nonostante ognuna di esse avesse vinto qualcosa (lei stessa alla Lazio, Guarino con la Juve, Bavagnoli con la Roma e Tesse col Pomigliano ndr). Molto purtroppo dipende dal tipo di relazioni personali che si creano tra chi dirige e il tecnico. Io credo che finché il calcio femminile in Italia non viene gestito dalle donne, continueremo a fare molta fatica".

"Il tifo non deve eriditare lo stesso pessimo comportamento di alcune tifoserie maschili? Gli ignoranti ci sono dappertutto. Spesso ci sono liti, discussioni sterili. Ho assistito ai fischi nei confronti di Girelli, rea di giocare nella squadra ‘sbagliata’ rispetto alla tifoseria che assisteva all’incontro. In ambito femminile ci sono maggiore tolleranza ed educazione. Spero che sia così non solo perché c’è meno pubblico. La speranza è che al calcio donne si avvicinino le famiglie, i giovani, quei genitori che vogliono avvicinare i figli ai valori di uno sport di squadra".

"Il coming out? Il problema non è il calcio, anche se spesso lo sport viene considerato come un modello, qualcosa cui fare riferimento. La realtà delle cose è che in qualsiasi ambiente la sessualità è un taboo. Lo è nello sport, nella politica, nel mondo della televisione o dello spettacolo. Viviamo in una società in cui tante categorie di persone sono costrette a nascondersi, non soltanto i calciatori. Finché anche in Italia non ci libereremo di queste convenzioni perché dobbiamo per forza giudicare qualcuno, continueremo ad avere problemi di tolleranza, di diversità e di inclusione. Ma non è che il calcio in rosa sia più libero o aperto di quello maschile. Nel nostro paese c’è molta omertà rispetto all’omosessualità in seno assolutamente generale".