Martini, manager Europeo:"Difficile dire no a Real e United" Esclusiva TCF

Martini, manager Europeo:"Difficile dire no a Real e United" Esclusiva TCF

05/09/2019 - 12:19


Chi è dentro il calcio femminile che conta sa chi è Mattia Martini. Il ragazzo ventiquattrenne, anche se cosi giovane, è gia tutti gli effetti un manager esperto. Super esperto anzi vista la sua lunga carriera. Toscano di nascita, di Agliana, paesino in provincia di Pistoia, Mattia comincia la sua carriera da consulente di mercato dopo aver smesso di giocare a calcio.

La sua scalata al calcio femminile che conta inizia dall'ACF Firenze Femminile, diventata poi l'attuale Fiorentina Women's, e prosegue a Verona, dove fa il suo esordio in Champions League. Brescia è la sua ultima esperienza italiana, qui vince la Supercoppa italiana battendo proprio la Fiorentina. Con il primo titolo in bacheca, Mattia sente la necessità di spiegare le ali e iniziare a volare alto ed è così che arriva l'opportunità di una grande big del calcio estero, l'Atletico Madrid!

Una delle società più importanti al mondo nel panorama calcistico, vuole lui, si è accorta delle sue capacità e lo vuole alla sua corte. Con le Colchoneros, in qualità di manager e consulente di calciomercato, vince la Liga, battendo una delle squadre più accreditate di tutto il settore femminile, il Barcellona. I titoli gli hanno permesso di diventare uno dei manager più giovani ed allo stesso tempo più esperti nel panorama europeo.

Mattia ha parlato a noi di Tutto Calcio Femminile analizzando gli imminenti match di Champions e molto altro.

-Sorteggi non certo benevoli per le nostre due italiane.
 Barcellona e Arsenal. 
Quali sono i punti di forza e quali quelli di debolezza delle due squadre? 
Quante possibilità dai in percentuale al passaggio del turno per Juve e Fiorentina?



“Juventus-Barcellona e Fiorentina-Arsenal saranno centottanta minuti che regaleranno una passerella notevole in Champions League per la Serie A.
 Ciò accrescerà l’appeal del nostro calcio e favorirà l’interesse futuro nei nostri confronti di giocatrici di assoluto spessore internazionale. Per quanto riguarda i top club che andremo ad affrontare, spagnole e inglesi sono simili, dominano in profondità, verticalizzano rapido e si basano sulle singolarità. Ad esempio: Oshoala può essere paragonata ad Evans, o Miedema a Mariona. 
Trattando le possibilità di passaggio del turno, le stesse sono a favore di Barcellona ed Arsenal: la formazione catalana è stata l’ultima finalista di Champions, quella inglese è la campionessa di una Premier League che si è strutturata con molti anni di anticipo rispetto alla nostra A. 
Ma Juventus e Fiorentina ci devono credere.

-Il Lione domina la Champions da anni, vedi tra le squadre di quest’anno qualcuna accreditata per contrastare i campioni francesi?



“Spesso ho scambi di battute con alcuni manager del Lione ed il mio pensiero è sempre il medesimo: la Champions la può perdere solo il Lione stesso.”



-In che cosa deve ancora crescere il calcio italiano rispetto ai due campionati delle avversarie di Juventus e Fiorentina?



“In esperienza, in programmazione: serve tempo e sono indispensabili politiche mirate di strutturazione del nostro calcio. Ciò al netto di un maggior gettito economico che deve essere solo una logica conseguenza di quanto affermato in precedenza".

-Anche Real Madrid e Manchester United sono pronti a lanciarsi nel calcio femminile, che impatto credi che avranno?



“Quando parliamo di Real Madrid e Manchester United stiamo parlando dei due primi club al mondo. Già il loro arrivo, per brand e forza economica, ha alzato l’asticella dei rispettivi campionati, Premier e Liga, perché queste due compagini richiedono standard e parametri assoluti pure al femminile e, quando arriveranno in Europa, penso succederà lo stesso alla Champions League. Federazioni, media, ma anche sponsor ed altri club avversari e giocatrici avvertono forte la pressione di questi due club. 
Sarà difficile in futuro dire di no ad una chiamata di Real e United, per chiunque.”


-Che obiettivi ci sono nel tuo futuro? Preferiresti ripartire da una realtà già consolidata come il tuo Atletico Madrid oppure vorresti una società da far crescere con un progetto a lungo termine?


“Questa stagione, dopo la mia risoluzione con l’Atletico Madrid, club che stimo ed apprezzo, mi dedicherò al corso UEFA per allenatore, inoltre viaggerò per l’Europa andando a vedere i maggiori campionati, con particolare attenzione pure a Balcani e Polonia.
 Mentre per il futuro avrei la volontà di tornare in Italia, anche se valuterò delle offerte dalla Premier League.”

 

Redazione TCF