Esclusiva TCF ad Alessandra Bocci (GdS). Le bambine mettono via le punte e scelgono i tacchetti.

29/09/2019 - 10:10


Alessandra Bocci è una penna, e che penna, della Gazzetta dello Sport, una delle prime giornaliste ad occuparsi ed interessarsi al calcio giocato dalle donne. Acuta, intelligente, preparata, una che mastica di calcio con una facilità impressionante. Noi di Tutto Calcio Femminile abbiamo voluto intercettare Alessandra dopo aver letto il suo articolo in merito al Boom di iscrizioni alle scuole calcio femminili, ormai le bambine hanno la possibiltà di seguire i propri sogni, iniziano ad avere anche loro delle giocatrici alle quali ispirarsi e prendere come esempio.

-Grazie per averci dato la possibilità di parlare con te, iniziamo dal tuo pezzo uscito oggi su La Gazzetta dello Sport nel quale esponi l'importante crescita del numero delle bambine nelle scuole calcio?

"Il boom di iscrizioni, è un dato preso ed inserito in un report della FIGC, non c'è un dato numerico preciso, ma è stato rilevato un incremento del 40% sulle iscrizioni. Teniamo presente che il nostro movimento è ancora indietro se parliamo di ragazzine che praticano il calcio, rispetto ad altri paesi molto più piccoli come l'Olanda. La Figc continua la sua battaglia, è riuscita a raggiungere un grande obiettivo dopo aver coinvolto i grandi club. La mission era quella di allargare la base, ovvero allevare giovani talenti che possano crescere a livello sportivo, concetto ribadito più volte dalla nostra Ct Milena Bertolini. Il primo step era quello di promuovere il calcio femminile. Sono riusciti ad aumentare la sua visibilità e renderlo più appetibile. Migliorare il suo appeal, fare una sorta di battaglia culturale, è stato difficile perché si sa ci sono ancora molti pregiudizi in Italia sul calcio femminile. L'obiettivo è far si che diventi abitudine che una bambina possa scegliere di giocare a calcio, in alternativa alla più comune danza classica. Poi non è detto che tutte proseguono nella carriera sportiva è chiaro, come per esempio negli Stati Uniti dove le praticanti sono più di un milione e mezzo, non tutte riescono ad arrivare in alto".

-Cosa pensi della grande crescita che il movimento ha avuto dopo l'esperienza dei Mondiali in Francia, che peraltro hai vissuto in prima persona?

"A livello tecnico i risultati si vedranno fra qualche anno, perché le ragazze che sono in campo adesso sono formate sul vecchio stile, diciamo, tante sono le giocatrici che fino a qualche tempo fa si allenavano solo due tre volte a settimana. Laura Giuliani, che ho avuto modo di sentire, mi ha raccontato che da giovanissima è andata in Germania. Li ha avuto la possibiltà di formarsi come una professionista, addirittura allenandosi due volte al giorno. La sua è una bella storia, faceva la panettiera, lavorava in un panificio per mantenersi, ed era l'unico lavoro che le permetteva, come orari, di potersi allenare e portare avanti il sogno di crescere come giocatrice professionista. Il tema del professionismo è un altro argomento che bisognerebbe affrontare, ma le ragazze che giocano per i grandi club, sono già professioniste . L'inquadramento non è professionistico, ma se parliamo di impegni, stile di vita, intensità degli allenamenti lo sono al cento per cento. Mi auguro che questo sport abbia vita lunga, non sia una chimera, vista la cultura calciofila che abbiamo in Italia. Dopo la mia esperienza in Francia, ho capito che la curiosità e l'entusiasmo si sono accesi e mi auguro si mantenga questa onda lunga. E' certo che il calcio femminile non sarà mai come quello maschile, almeno qui in Italia, ma come tanti altri sport, vedi il Basket, la Pallavolo, la Pallanuoto le ragazze potranno dire la loro tranquillamente".

-Domani inizia il campionato, cosa mi dici in merito?

"Tutte le squadre si sono rinforzate come dicono tutti gli allenatori quando gli si fa questa domanda e la stessa cosa ha detto il mio amico Maurizio Ganz. Ganz mi ha detto che secondo lui la Roma è forte, ha preso la sorella della Hegerberg, che non è un Pallone d'oro, ma ha un bagaglio di esperienza internazionale che può portare qualcosa in più. La Fiorentina è sempre stata una certezza del calcio femminile, la Juve pare tutt'ora imbattibile, rimane sempre un gradino sopra le altre, un po' lo specchio del calcio maschile. Si sta creando un campionato più equilibrato, vedi anche l'arrivo dell'Inter e di altre squadre. Penso che vincerà la Juventus anche questo anno. Il fatto che saranno trasmesse in tv è un passo importante, la possibiltà che il derby di Milano si possa giocare a San Siro non è cosa da sottovalutare, infine, il fatto che le partite di cartello si giochino nelle pause di campionato maschile è una cosa molto intelligente".

- Si è giocata la Champions, Juve e Fiorentina sono state entrambe sconfitte. La tua opinione per poter dire la nostra anche in Europa?

"La corsa in campionato sarà di certo al primo e secondo posto, per rientrare in Champions, appunto, dove abbiamo visto che il livello è ancora troppo alto rispetto al nostro. La Uefa, sembra voglia introdurre una prima fase a gironi come accade con il calcio maschile, cosa che finora non è stata possibile fare poiché non c'erano abbastanza squadre. Sarebbe auspicabile per far crescere le squadre e dare loro la possibilità di fare esperienza in campo internazionale. Se la formula rimanesse così com'è per il calcio italiano è proibitivo pensare di arrivare al livello delle altre società europee".