Esclusiva TCF, "A tu per tu" con il Direttore del Sassuolo Alessandro Terzi

24/09/2019 - 21:00


Come annunciato qualche ora fa, Tutto Calcio Femminile è in giro per la Serie A. Oggi per la precisione siamo stati a Sassuolo, ed abbiamo avuto l'onore di essere accolti dal Direttore dell'Area Femminile Alessandro Terzi. Un po' emozionati ci siamo seduti nella sala riunioni insieme all' Addetta Stampa, Greta Spagnulo ed abbiamo cominciato la nostra intervista. Per dovere di cronaca, più che una formale intervista è stata una piacevole chiacchierata, affascinati abbiamo ascoltato con quanta passione e professionalità il Direttore svolge la sua attività.

La location, nuova, il Mapei Center è una struttura davvero affascinante. Gli uffici sono disposti in un edificio rettangolare che si sviluppa perpendicolarmente in mezzo ai due campi di allenamento, dove si allenano sia la squadra maschile che la squadra femminile.

Come vede crescere, alla luce di quanto accaduto dopo il Mondiale, il movimento del calcio femminile?

"Tutto il clamore suscitato era prevedibile ed aspettato, tutti aspettavano il Mondiale per consacrare il movimento. Io non credo sia una consacrazione ma un punto di partenza che ci ha spinto a fare delle considerazioni profonde su quello che è stato fatto nel passato. Da qui bisogna iniziare a lavorare e a crescere. Il problema italiano è di tipo culturale, si fa fatica ad entrare in certi meccanismi che sono consolidati da decenni, ci vuole tempo ed abiltà nel suscitare simpatia, a partire dagli addetti ai lavori. Il tifoso si deve appassionare allo spettacolo che il calcio femminile può offrire. Quello che non bisogna fare è porsi in maniera polemica, ovvero, non rivendicare nulla, ma costruire per il futuro, partendo dalla forte linea di demarcazione che c'è stata. Il segreto è avere sempre il sorriso, questa è la nostra filosofia, il nostro modo di porci in questa metà di calcio, perché non siamo l'altra metà del calcio, noi siamo Una metà. Bisogna partire da un punto di vista più genuino, il calcio femminile piace perché è spettacolare e  ricco di emozioni."

Non amiamo chiedere quali siano le differenze tra il calcio maschile ed il calcio femminile, ma spesso i nostri lettori ci fanno domande sulle differenze di stile, magari, o fisiche o di eventuali modifiche necessarie da apportare al regolamento e se queste comportano qualcosa. Qual è la sua opinione?

"Spesso mi sono chiesto il motivo per il quale un tifoso medio fosse spinto nell'andare a vedere una partita di calcio femminile, e la risposta è sempre la stessa: la spettacolarità, l'accessibilità maggiore, perché è più lento quindi più capibile. Ad esempio, nel calcio maschile si vedono partite molto veloci, che una persona, magari non così appassionata, fa fatica a capire. In merito al cambio del regolamento, e nello specifico, se si parla di ridimensionamento del campo o diminuzione del tempo di gioco, beh sono argomenti che da anni vengono dibattuti. Partiamo nel dire che nell'86 prima che il calcio femminile entrasse in FIGC, i tempi duravano meno per via del dispendio fisico maggiore rispetto agli uomini. Questo è uno dei temi da mettere sul tavolo. Aggiungo che l'adattamento delle strutture non è cosa facile, per tutti. Apportare delle modifiche in campi già predisposti è complicato, per una realtà come la nostra è più semplice questo lo ammetto. Società più piccole che condividono il campo con squadre maschili di categorie inferiori come l'eccellenza o la prima categoria vanno in difficoltà. Il problema è logistico. La nostra filosofia come Sassuolo è quella della Condivisione degli impianti. Il fatto che le ragazze vengano ad allenarsi al Mapei Football Center è la dimostrazione che come società andiamo in questa direzione. Imparare a convivere non è semplice, ci vuole collaborazione. E' una questione di tempo."

Quali sono gli obiettivi per la stagione del Sassuolo considerando anche il mercato che avete fatto?

"Stiamo portando avanti un progetto con un allenatore ben preciso che abbiamo trattenuto nonostante le sirene di questa estate. Questa è una società ambiziosa, ed il mister lo sa. Confermato l'allenatore, la squadra è venuta da se. Sapevamo come voleva giocare ed abbiamo cercato di prendere le migliori interpreti per il tipo di gioco che fa Piovani. Giocatrici giovani, perché questa è una società che si può permettere di allevare talenti, tenerli in rosa e lanciarli. Giocatrici esperte, perché avendo le giovani, si può correre il rischio di essere altalenanti in campionato. Sappiamo che l'incostanza è parte della gioventù. Avevamo bisogno di mettere dentro qualche profilo esperto e lo abbiamo individuato. Siamo soddisfatti del mercato. L'obiettivo è quello di fare meglio dell'anno scorso, cercare la salvezza il prima possibile sapendo che il campionato è più performante. Tutte le squadre si sono rinforzate, e le prime due giornate di campionato hanno dimostrato ciò. Il nostro campionato è diventato anche più appetibile, le giocatrici internazionali ora sono contente di venire a giocare in Italia, cosa che 5 anni fa era impensabile. Avere in rosa giocatrici importanti alza il livello globale e questo fa si che il nostro campionato diventi attraente. Era qui che volevamo arrivare e ne siamo felici."

Ci congediamo con un arrivederci, contenti di aver conosciuto una realtà e delle persone straordinarie, sapendo che questo incontro porterà tante buone nuove.