Esclusiva TCF, "A tu per tu" con Emiliano Bonazzoli

Esclusiva TCF, "A tu per tu" con Emiliano Bonazzoli

27/09/2019 - 17:30


Come annunciato ieri, questa settimana vi abbiamo portato in giro per la Serie A. Ma tranquilli il nostro tour non finisce qui. Ieri pomeriggio siamo partiti da Milano, dove abbiamo fatto base, e ci siamo mossi in direzione Verona, per incontrare la grande famiglia dell'Hellas. Ancora una volta siamo stati accolti benevolvente.  Abbiamo avuto modo di girare per i corridoi, di guardare foto storiche come quella della partecipazione alla settima edizione della Uefa Champions League.

All'epoca, la città di Verona era rappresentata dal Bardolino ed aveva in squadra due che hanno fatto la storia del calcio femminile: Panico e Gabbiadini. La prima, una leggenda del calcio nazionale e non. La seconda, giocatrice simbolo per questi colori. Ci hanno fatto notare con grande orgoglio che c'è ancora il suo armadietto. Intatto, tenuto come un cimelio. Prima di arrivare in sala stampa dove abbiamo incontrato il mister, siamo entrati negli spogliatoi. Luogo sacro si oserebbe dire. Gli effetti personali, gli scarpini, tutto il necessario messo in ordine per ogni singolo posto assegnato ad ogni ragazza. Le luci che cambiano colore in base all'esito della partita. Per le vittorie sono blu.

Insomma abbiamo respirato il clima Hellas in tutto e per tutto. Entriamo in sala stampa, ci sediamo ed attendiamo Emiliano Bonazzoli. Il tecnico gialloblù arriva in tenuta da lavoro, classica divisa, pantaloncini e maglietta. Terminate le presentazioni del caso ci siamo accomodati ed abbiamo iniziato la nostra intervista.

Siete la squadra rivelazione delle due prime giornate, traspare l'armonia del gruppo, quali sono le ambizioni dell' Hellas Verona?

"Siamo una squadra giovane sotto il profilo dell'esperienza e la società è stata chiara sin dall'inizio, il nostro obiettivo è la salvezza. Sono contentissimo per come sono andate le prime due partite, sia quella a Milano contro l' Inter che quella in casa contro la Florentia. Non mi sento di dire che siamo la squadra rivelazione, le ragazze sono entrate in campo con il piglio giusto, con la consapevolezza di essere un buon gruppo. Questi quattro punti sono il frutto del lavoro fatto in allenamento, ma dobbiamo mantenere un profilo basso e mantenere la testa concentrata sulla salvezza."

Glionna e Cantore sono due talenti, dove possono arrivare?

"Glionna l'ho conosciuta l'anno scorso quando era alla Juventus ed ho avuto modo di vederla spesso. Quando veniva chiamata in causa, ha sempre risposto alla grande. E' una di quelle giocatrici che spacca le partite, mi ha sempre sopreso, per gli spunti che ha e per la rapidità di gioco. Non è nuova diciamo, già si sapeva che aveva talento. La Cantore deve tornare ad avere continuità visto il grave infortunio che ha subito ed è altrettanto un'ottima giocatrice. Questa è la piazza giusta per entrambe per farsi le ossa e per affermarsi nel panorama calcistico".

Come è arrivata l'occasione di allenare l'Hellas?

"L'anno scorso a metà dicembre mi è arrivata questa opportunità, sono subentrato. Quando ho parlato con Flora Bonafini e con Antonella Formisano, presidentessa e direttore sportivo, non ho avuto un attimo di esitazione. Mi hanno convinto la loro semplicità ed il loro approccio".

Tanti lettori ci chiedono se ci siano delle differenze tra il calcio maschile ed il calcio femminile, quel è il suo punto di vista da allenatore?

"Il calcio è il calcio, non c'è differenza per quanto mi riguarda. Possono esserci delle differenze fisiche, il tiro, il passaggio, la velocità di gioco, è normale che ci siano. Una cosa che ho notato e vorrei sottolineare è l'approccio. Mi spiego meglio, e parlo da ex giocatore: le ragazze hanno molta più grinta e molta più voglia di lavorare rispetto ai ragazzi, sia sotto il piano atletico che sotto quello tattico. Sono più curiose di capire il perché si fanno certi movimenti. Le diversità si possono trovare ad esempio nel modo di vivere il pre gara. Quando giocavo nello spogliatoio non volava una mosca, si respirava la tensione di ognuno, le ragazze invece non fanno trasparire nulla, c'è molta più serenità. Quando ho iniziato ad allenare l' Hellas ho ascoltato il consiglio di una grande allenatrice (non ci ha svelato il suo nome) che mi ha detto di fare attenzione ai momenti nei quali magari possano esserci attriti fra due giocatrici. Mi ha consigliato di intervenire e mediare subito ed è un consiglio che custodisco caramente e che mi è servito in questo tempo".

Terminiamo la nostra intervista ringraziando il mister per il tempo concesso e augurandogli un in bocca al lupo.

Caterina Cerino
Redazione TCF