Esclusiva TCF - Angelo Camisani: "Vi racconto i progetti dell'US Cremonese"

21/10/2019 - 16:10


TCF si sta muovendo a 360 gradi. Siamo tentando di ascoltare e quindi intervistare più addetti ai lavori che ci raccontino il nostro calcio. Quest'oggi siamo stati accolti dal Responsabile organizzativo del settore femminile dell'Us Cremonese. La società, che per il momento ha solo una prima squadra maschile, in Serie B, sta lavorando sul femminile. Angelo Camisani è la persona scelta appunto per far crescere le nuove leve del calcio femminile grigiorosso.

COM’E’ ARRIVATO QUESTO INCARICO?

"L’U.S. Cremonese è una società attenta alla formazione del suo staff, a tal proposito, essendo consigliere nazionale Adise, in un corso per collaboratore della gestione sportiva ho avuto la fortuna di conoscere addetti ai lavori dell’U.S. Cremonese. Successivamente sono stato contattato dalla società, tramite il responsabile organizzativo del settore giovanile Guerrino Ghio, che stava cercando una figura che gestisse il settore femminile, proposta che mi ha subito colpito e che non potevo rifiutare considerando anche il blasone dell’U.S. Cremonese. Con l’inizio della stagione 2017/18 ho iniziato questa nuova avventura".

LA SUA OPINIONE SULLA CRESCITA CHE IL MOVIMENTO DEL CALCIO FEMMINILE STA AVENDO?

"Grazie al lavoro capillare della Figc, che sta implementando e promuovendo il calcio femminile a tutti i livelli, l’intero sistema ne trae beneficio. Inoltre gli ottimi risultati ottenuti recentemente ai Mondiali e nel corso della qualificazioni per l’Europeo hanno influito positivamente sull’intero movimento. All’inizio di questa stagione si sono già visti i primi frutti, il numero di ragazze che si sono affacciate al calcio femminile è aumentato, come il numero delle società che hanno iscritto le proprie squadre al campionato regionale femminile".

CI RACCONTI I SUOI PROGETTI CON I COLORI GRIGIOROSSI?

"I miei progetti sono in sinergia con i progetti della società, che intende lavorare sul settore femminile per arrivare a strutturarlo con i criteri organizzativi che già animano le attività del maschile, progetto già ben avviato grazie all’attenzione della società che non fa mancare anche al femminile alcun servizio. In futuro, non bruciando le tappe, mi piacerebbe che ci fosse l’intera filiera, dalle piccole alla prima squadra".

QUALI SONO GLI OBIETTVI DELLA SOCIETA’?

"L’obiettivo da raggiungere è una crescita costante sotto il profilo qualitativo, consentendo di mettere la Cremonese al servizio del movimento calcistico femminile come questo meriterebbe. Una crescita che dovrà sempre riguardare sia il percorso sportivo sia quello formativo ed educativo delle nostre ragazze".

LE PIACEREBBE FARE UN’ESPERIENZA INTERNAZIONALE?

"Un’esperienza all’estero in un altro settore l’ho già fatta, devo dire che mi ha lasciato un bel ricordo e tornando indietro sicuramente è una cosa che rifarei. Il calcio femminile all’estero sotto certi aspetti è più avanti rispetto al sistema di calcio italiano, considerando il fatto che c’è sempre da imparare ed è bello confrontarsi con altre culture e realtà, chissà.. mai dire mai".

QUAL E’ SECONDO LEI IL TALENTO MIGLIORE O I TALENTI MIGLIORI (ITALIANI) DEL CAMPIONATO DI SERIE A?

"Più che soffermarmi su delle singole giocatrici vorrei spendere 2 parole per tutte le giovani calciatrici che escono dai settori giovanili per approdare nelle prime squadre, elogiando sia le società che da tempo investivano nel calcio femminile sia le società professionistiche che in questi anni sono entrate a pieno regime nel mondo femminile. Ci sono molte ragazze di talento e di prospettiva che grazie a questa “rivoluzione” potranno esprimersi al meglio e mettersi in mostra, per loro è iniziata una nuova era che devono sfruttare al meglio e con il massimo impegno".

DOVE PUO’ ARRIVARE IL CALCIO FEMMINILE ITALIANO?

"Dalle riforme e dagli investimenti mirati, il calcio femminile può solo trarne vantaggi e nel giro di qualche anno arrivare a competere con campionati esteri che da tempo sono ad alti livelli, avendo però sempre un occhio di riguardo sul 'Made in Italy'".

Caterina Cerino