Esclusiva TCF - “A tu per tu” con Gaia Brunelli

13/11/2019 - 17:43


Sono passati due mesi dal nostro lancio e molti sono i personaggi che si sono concessi alla nostra redazione. Nomi che in questo sport, da noi tanto amato, hanno per un verso o per un altro un ruolo ben definito. Giornalisti, Giocatrici, Allenatori, siamo contenti di aver avuto la possibilità di sentire le loro voci. Siamo contenti ed onorati di aver ricevuto la loro fiducia. Questa volta è il turno di Gaia Brunelli. Chi seguiva la Serie B maschile su Sky, l'ha conosciuta ascoltando le sue telecronache.

Gaia oggi commenta, sempre per Sky, la Champions League e l'Europa League. Grazie a lei inoltre abbiamo vissuto le emozioni dei Mondiali di Francia, e grazie a lei, continuiamo a sognare con le nostre eroine. Gaia Brunelli è la voce del calcio femminile. In questi giorni la Nazionale della Ct Milena Bertolini è scesa in campo. Nel primo match le Azzurre hanno asfaltato la Georgia per 6-0. Un risultato tennistico che ha evidenziato la superiorità tecnica. Ieri la Nazionale ha incontrato Malta ed anche in questo match ha messo in evidenza le qualità  immense di cui dispone, vincendo 5-0.  

Noi di TCF abbiamo fatto qualche domanda alla Brunelli dopo le due gare vinte dalle Azzurre. 

Cosa Pensi di questi risultati roboanti contro Georgia e Malta?

"Abbiamo giocato bene, il gioco era fluido e veloce, il giro palla perfetto. Le tante idee e la rapidità di esecuzione hanno fatto rivivere le emozioni dei Mondiali. In Francia avevamo assistito a grandi prestazioni delle ragazze e anche in questa gara si è visto lo stesso spirito di quest'estate. Mi è piaciuta la scelta di affiancare a Girelli una prima punta, dando a Cristiana (Girelli ndr) la possibilità di girare intorno e spaziare. Ho visto tanta qualità e spirito, che nelle prime uscite post Mondiale si erano un pò perse. Il Mondiale si sa, ti tira molto su, ma anche molto giù. Quando finisce è fisiologico dover scaricare le energie nervose. Passare da palcoscenici come quelli di Francia ad altri un pò meno altisonanti può comportare un calo mentale e di gioco. Sono contenta di aver visto che abbiamo recuperato tensione e velocità. Peccato perché probabilmentela vittoria con la Georgia non conterà nulla poiché sono le ultime del girone. Abbiamo chiuso il 2019 nel migliore dei modi. E' stato un anno di grandi gioie, emozioni e soddisfazioni. Ieri l'Italia ha dimostrato ancora una volta di aver intrapreso la strada giusta: tanti tifosi allo stadio e grande partita delle ragazze. I goal di Cernoia e Sabatino che sono le nostre certezze, così come Giugliano e Greggi che rappresentano anche il nostro futuro”.

Dove può arrivare questo gruppo?

"Sarà fondamentale, a giugno prima e a settembre poi, il doppio scontro con la Danimarca. Sarà importante vincere. Ne parlo spesso con le ragazze, ad esempio Manuela Giugliano, che ha Thestrup (danese) in squadra. Mi ha raccontato che si sfottono molto durante gli allenamenti con la Roma, ma è convinta di poter vincere entrambe le gare. Sarà dura vincere perché la loro nazionale è molto forte, molte giocano nel nostro campionato, Juventus, Fiorentina, Roma appunto. Non sono andate ai Mondiali per un soffio perché hanno incontrato l'Olanda ai play off, ma sono anni che sono forti. Noi siamo convinte, giochiamo bene, quindi penso che a fine anno staremo ancor meglio. Detto ciò credo che possa andar bene anche arrivare all' Europeo come migliori seconde. L'importante è andarci. Sarà un altro momento prestigioso per l'Italia”.

Che idea ti sei fatta di questo campionato di Serie A?

"Con Martina Angelini, la mia spalla tecnica, già l'anno scorso ci siamo dette ‘diamo un titolo a questo campionato’ e ci siamo risposte che era il campionato più bello di sempre. Quest'anno invece, ci siamo dette che è il campionato più equilibrato di sempre. Pensiamo che possa esserlo fino alla fine. Anche l'anno scorso, se vedi, Fiorentina e Milan sono rimaste attaccate alla Juve. Quest'anno vedo la Roma molto forte, lo ribadisco dall'inizio del campionato, nonostante la batosta presa alla prima contro il Milan. Hanno tanta qualità, ci mettono un pò a carburare ma il primo tempo visto contro il Sassuolo è stato devastante. Penso molto bene del Milan, nonostante gli addi importanti, di Giugliano appunto, in mezzo al campo hanno preso Fifi, la sudafricana Refiloe Jane. Conc la slovena, è molto forte, Kuils, anche lei forte, che sta recuperando da un infortunio. Anche il Milan secondo me può dire la sua. Tante squadre che lottano per i primi due posti. Almeno 4 per le prime due posizioni. Sassuolo ed Inter”.

Come ti sei avvicinata al calcio? Dove nasce la tua passione e come sei arrivata a fare la telecronista?

Gaia risponde con ironia, che è una delle sue qualità migliori dobbiamo dirlo:
"Farò un pò di autocelebrazione, sono l'unica donna telecronista di calcio maschile in Italia. Mi è dispiaciuto lasciare la Serie B, però ammetto che quando il mercoledì devo commentare la Champions e sento quella musichetta... beh è una bella emozione. Faccio l'Europa League, le due dirette goal del giovedì, dovrebbero inventare un reality show, non avete idea di ciò che accade con i colleghi, ci divertiamo molto. Tutto è iniziato quando ero piccola, giocavo a calcio, la palla per me era un arto attaccato al corpo, ero sempre con la palla o in mano o fra i piedi. Sono figlia unica e quando ero a casa giocavo contro il muro. Raccontavo quello che facevo, immaginando avversari contro cui giocavo e raccontavo a voce alta le azioni. Vincevo sempre io chiaramente - ride. Avendo cugini maschi giocavo anche con loro e ci divertivamo molto nel fare la telecronaca. Sono molto affezionata alla mia voce ed ho iniziato a fare doppiaggio da giovane, corsi di teatro, recitazione e un pò per caso ed un pò per destino sono capitata nel mondo del giornalismo. E' un peccato che non ci siano altre donne come me a fare il mio stesso mestiere. Dispiace essere l'unica mosca bianca. In tante mi scrivono dicendomi ‘beata te, che bel lavoro che fai’, ed io rispondo sempre che anche loro possono farcela se vogliono. Se non fossi l'unica diventerebbe normale ascoltare la telecronaca di una donna. Ancora ciò non risulta essere "normale" me ne rendo conto. Spesso mi sono trovata nelle condizioni di mollare, proprio perché sono l'unica, però non so se è presunzione o grande affetto che nutro nei confronti della mia voce, mi sono sempre detta di andare avanti. Sky mi ha dato una grande opportunità! Sicuramente devi avere talento e saper raccontare un evento sportivo non è semplice, non si impara sui libri. Gestire la voce, avere ritmo, avere una proprietà di linguaggio institiva non è semplice, o ce l'hai o non ce l'hai. Io devo migliorare molto sull'istintività, cercando di non ripetere le stesse parole. Non ho fatto corsi. Ho imparato mettendomi davanti al computer ripetendo all'infinito le azioni che vedevo scorrere. Ho fatto tanta gavetta per arrivare a Sky. Non mi definisco una telecronista di vertice, lo sono per il Femminile”.

Come sei arrivata ad essere la Voce del calcio femminile?

"Ho giocato a calcio prima di tutto, nonostante mia madre preferisse facessi altro. Vengo da una famiglia tipicamente milanese, quindi, devi fare tennis, sci ecc ecc.. Ho giocato a tennis, ho sciato da quando avevo 4 anni ad oggi, amo profondamente lo sci però ho sempre calciato un pallone. A 17 anni ho deciso di giocare e sono andata a giocare in una squadra. Non ho mai fatto scuole calcio, ma ero brava e sono partita dalla Serie C, arrivando al Milan in Serie A e passando alla Nazionale. Mi sono purtroppo lesionata un muscolo della coscia e li ho deciso di laurearmi. Tutto quello che faccio a Sky mi è sempre stato proposto. Ho seguito il Parma in D facendo le telecronache con Sandro Melli, ex giocatore gialloblù. Seguire il femminile è nato così, prendevamo gli highlights 3 anni fa e mi hanno chiesto di commentarli e da li quando abbiamo acquisito i diritti mi è stato chiesto di fare le telecronache. È un mondo che io conosco molto bene”.

Caterina Cerino