Esclusiva TCF - "A tu per tu" con Emma Mantovani

Esclusiva TCF - "A tu per tu" con Emma Mantovani

31/12/2019 - 09:55


"Sono convinta che per raggiungere i risultati sognati sia importante allenarsi, ogni giorno. Alle volte per seguire un allenamento con costanza abbiamo bisogno di affidarci a qualcuno che ci guidi e che ci ricordi l’impegno che abbiamo preso con noi stessi".

Cari amici e amiche di Tutto Calcio Femminile, in questi giorni di festa siamo andati a caccia di personaggi interessanti e non abbiamo potuto resistere davanti alla figura di Emma Mantovani, giovanissima imprenditrice ed amante dello sport, del calcio più di tutti. Emma infatti è autrice di due libri che raccontano come le donne, se ci credono davvero, possono realizzarsi fortemente sia nel campo familiare che in quello lavorativo.

Troppo spesso infatti la donna viene etichettata come figura debole sul lavoro, perchè combattuta tra la voglia di non rinunciare ad una famiglia e l'ambizione di realizzare una carriera importante. Ecco, il calcio femminile in questo rappresenta la stessa battaglia. La donna che deve dimostrare sempre qualcosa in più per meritare rispetto e riconoscenza. La calciatrice che deve combattere per accedere al professionismo e alle tutele che questo garantisce, o che deve lasciare la propria passione perchè purtroppo non le garantisce un compenso economico adatto a poter condurre una vita dignitosa.

Ecco che quindi i suoi libri raccontano di come spesso la donna sia sottovalutata nel lavoro e di come purtroppo capiti spesso che sia la donna stessa ad autoconvincersi di non potercela fare. Abbiamo voluto intervistare la giovanissima, ma fortissima Emma per raccontare alle nostre giovani lettrici che le donne di successo ci sono e che chiunque, credendoci, può davvero farcela.

Emma, raccontati a TCF. Chi sei, cosa fai e come è nata la tua passione per il pallone.

"Ho iniziato a giocare all’età di 6 anni nella mia città, Ferrara. Non so identificare il momento esatto in cui è nata la mia passione per il calcio, ti direi che l’ho sempre avuta.. probabilmente anche perché mio padre lavora nell’ambiente (quest’anno è al Sassuolo) e probabilmente mi ha trasmesso inconsciamente questa cosa. Oggi gioco a Granzette, una squadra di Serie A2 di calcio a 5 di Rovigo. Ho iniziato col calcio a 11 e ho avuto la fortuna di giocare al Bardolino negli anni in cui ha vinto tutto, potendo condividere lo spogliatoio con grandissime giocatrici che quest’anno hanno fatto la differenza ai Mondiali. Il calcio mi ha sempre dato tantissimo ed è sempre stato parte della mia vita tranne che per i 3 anni in cui mi sono allontanata dai campi per il mio lavoro. Mi occupo infatti di Network Marketing, un’attività che amo e grazie alla quale ho potuto ottenere dei risultati molto importanti. Mi ci sono dedicata anima e corpo per 4 anni e alla fine ho potuto iniziare a fare le cose che mi piacciono davvero senza problemi, tra cui ricominciare a giocare".

Quando hai scoperto il network marketing? Come vedi questo genere di Attività oggi?

"25 agosto 2014. Ricordo perfettamente la data perché è stato il momento in cui mi si è materializzato davanti agli occhi il modo concreto per raggiungere lo stile di vita che desideravo. Ho sempre sognato di poter viaggiare costantemente in qualsiasi posto del mondo, conoscere ogni giorno persone nuove, non avere vincoli ne orari di nessun genere: oggi grazie al network e grazie a 4 anni di lavoro incessante sono riuscita ad ottenere questo. Negli ultimi anni attorno a noi è cambiato tutto... il Network Marketing è quel settore in costante evoluzione che ti permette di raggiungere praticamente qualsiasi cosa. Penso che nel 2020 sia forse l’opportunità più evidente e importante per cambiare la propria situazione economica e personale".

Cos’ha in comune il mondo del network con il mondo del calcio femminile?

"Fare network significa, tra le altre cose, costruire un team di persone che abbiano relazioni solide e agiscano da squadra. Nel network devi essere allenatrice/giocatrice perché devi guidare la tua squadra ad ottenere risultati e allo stesso tempo devi essere in campo al loro fianco. Ho ritrovato in questo lavoro tantissime dinamiche di “team building” che all’interno delle squadre professionistiche vengono attuate senza accorgersene. All’interno di una squadra ci sono sempre delle regole non scritte che vengono rispettate da tutti e questo rende il team molto affiatato e coeso. Oltre al team building ci sono tantissime cose in comune tra il calcio e il network: lo spogliatoio, il concetto di “allenamento quotidiano”, il concetto che per vincere un campionato devi per forza passare da diverse vittorie minori, il fatto che una sconfitta non pregiudica niente, la cura delle buone abitudini... ".

Nel tuo primo libro "Il network marketing a prova di donna" racconti storie vere di donne che hanno eccelso nel mondo del business. Un libro che spalanca la porta dell’opportunità di carriera femminile, in un mondo che aihmè, vede la donna ancora divisa tra lavoro e famiglia. Per te invece è chiaro il contrario: la donna è ricca di risorse e può, credendoci davvero, fare bene entrambe le cose.

"Assolutamente si! Questo libro serve a dimostrare che esistono donne che non hanno scelto una cosa o l’altra, ma hanno dimostrato a tutti quanto possa fare la differenza il fatto di prendere una decisione chiara nella vita. Sono donne che hanno dimostrato che accontentarsi non serve, che nella vita si può avere tutto ciò per cui si lotta e si fatica... È anche un po quello che è successo nel mondo del calcio femminile. Da poco le ragazze sono passate ad una sorta di professionismo (anche se la strada è ancora lunga) e questo deve essere solo il primo passo per dimostrare che non abbiamo niente di meno dei nostri colleghi uomini!"

Nel secondo libro c’è un FOCUS sulla vita di Carolina Morace. Un mito nel mondo del calcio in rosa. Cosa ti ha colpito di Carolina? Come vedi il futuro delle calciatrici ora che si è fatto un piccolo passo avanti verso il professionismo? Chi vedresti come esempio per tante sia nello sport che nel business?

"Nel secondo libro che si intitola “il Network Marketing è uno Sport da Donna” ho fatto proprio il parallelismo tra questo business e il mondo dello sport in generale. Per quello che riguarda il calcio femminile Carolina è senza dubbio un’icona gigantesca. È una persona con una carica ed una determinazione come poche ho visto. Sa esattamente quello che vuole ed è estremamente diretta senza mezzi termini. Mi piacciono molto le persone come lei e sono davvero poche.. 
 Come accennavo prima sicuramente abbiamo fatto dei passi avanti come movimento ma la strada è ancora lunga. Ai vertici ci sono poche persone giovani e di mentalità aperta quindi nonostante il grande impatto mediatico che hanno avuto le ragazze ai mondiali non credo sarà così facile per il calcio femminile affermarsi in Italia. Non finché non cambieranno alcune dinamiche interne alla federazione. Penso che persone come Carolina e come Patrizia Panico siano state quelle che tra tutte possiamo definire “idoli” nel senso che hanno impattato in maniera importante nel mondo del calcio femminile... Una calciatrice che mi è molto di ispirazione e con cui ho avuto la fortuna di giocare è Melania Gabbiadini: il classico esempio di Leader silenzioso, MAI una parola di troppo in nessun contesto, e quando entrava in campo faceva vedere a tutti che comandava lei. Anche negli allenamenti non l’ho mai vista risparmiarsi, lei come anche Valentina Boni che all’epoca era il capitano del Bardolino. Il vero leader è proprio questo, quello che nonostante sia il “più forte di tutti” rimane sempre al servizio della squadra e aiuta gli altri a crescere. Servirebbero molte più persone così anche nel Network!".

Carlotta Sorrenti