Esclusiva TCF - "A tu per tu" con Adriano Cesarini

04/01/2020 - 22:25


Oggi TCF ha fatto una piacevolissima chiacchierata con un giovane con già tanta esperienza e conoscenza nel mondo del pallone.

Adriano Cesarini è un manager dello sport, lavora con la Ria Management, e gestisce due delle giocatrici più importanti della Roma, Annamaria Serturini e Giada Greggi.

Il percorso di Cesarini inizia con la Academy del Carpi, una delle prime 5 realtà italiane a livello di squadre affiliate, per la quale era il referente per la regione Lazio e dell'estero.

Con l'inizio della collaborazione con Ria Management è entrato in contatto come detto con la giovanissima millennial della Roma Greggi mentre ha portato nel gruppo personalmente la Serturini.

Cesarini adora il calcio, si sente chiaramente durante tutto il nostro incontro, ma ancora di più le sue due calciatrici che come leggerete in seguito elogia sotto tutti gli aspetti, calcistici ed umani.

Benvenuto su Tutto Calcio Femminile Adriano, Giada è sicuramente il talento principale del calcio italiano, prova ne è la consegna del Golden Girl Under 21 dell'anno passato (premiata assieme al talento portoghese Joao Felix dell'Atletico Madrid). Annamaria invece viene da un 2019 veramente importante e da un mondiale in Francia vissuto da jolly (con lo scampolo di gara nei quarti di finale contro l'Olanda) dove era la più giovane. Dove possono arrivare?

"Sono due calciatrici di altissimo livello, nonostante siano giovani hanno già tanta esperienza in Serie A e cominciano a farsi notare anche  livello internazionale. Il Golden Girl per Giada e la chiamata al Mondiale per Annamaria non sono assolutamente due eventi casuali. Sono dei talenti ambiziosi con un palmares di tutto rispetto. Il loro obiettivo principale al momento è quello di portare la Roma in Champions League e vincere qualcosa con la maglia giallorossa. Mi auguro che presto potranno arrivare a giocare le competizioni internazionali da protagoniste".

Quali pensi che possano essere tre aggettivi per decriverle sia dal punto di vista tecnico/tattico che caratteriale?

"Tre sono riduttivi. Le descrivo come due calciatrici emozionanti. Nel nostro lavoro mi stanno dando tantissimo. Sono due ragazze molto ambiziose, umili, altamente professionali e, cosa non sempre scontata, molto generose e con un'occhio sempre vigile sul sociale. Calciatrici e donne quindi di assoluto valore".

Giada a soli 19 anni ha già due presenze con un gol in Nazionale maggiore, Annamaria come detto è stata la più giovane convocata tra le azzurre al Mondiale ed è sempre tra le convocate della Bertolini (tranne che all'ultimo raduno). Quali sono i loro obiettivi con la maglia azzurra?

"Le due ragazze sono sempre monitorate dal commissario tecnico e lavorano duramente ogni giorno con la Roma per poter vestire di conseguenza la maglia della Nazionale. Per loro è un onore vestire la maglia azzurra e sentono una grande responsabilità quando lo fanno. Sarebbe un azzardo gettare le basi per il futuro del calcio azzurro senza di loro. La fortuna è quella di avere un cittì molto valido che sicuramente le terrà di conto".

Pensi che potrebbero giocare nei principali campionati europei? 

"Secondo me per la loro predisposizione al lavoro, la voglia di imparare e per il loro indiscusso talento assolutamente sì. Annamaria ha una velocità e rapidità assolutamente "europea" mentre Giada offre tantissima quantità e qualità essendo molto intelligente e con tanta esperienza, nonostante la sua giovanissima età, avendo fatto il suo esordio in Serie A a soli 14 anni. Prova ne è che alcuni addetti ai lavori europei ci hanno dato attestati informali importanti su di loro. Al momento però entrambe sono focalizzate esclusivamente sulla Roma e lavorano per un 2020 ricco di emozioni e soddisfazioni per i tifosi".  

In che cosa possono migliorare per crescere ulteriormente? Quale consiglio ti senti di dare loro?

"Sono ragazze giovanissime ed hanno la possibilità di allenarsi con la Nazionale e con la Roma, una squadra quest'ultima, ricca di talento e con elementi che hanno esperienza internazionale. Quello che manca alle ragazze. Dalle compagne quindi possono imparare ogni giorno. Annamaria e Giada sono intelligenti e sanno quello che devono fare".

Se tu potessi realizzare i loro sogni che cosa vorresti per loro?

"Una carriera ricca di successi da professioniste. Il mio lavoro ogni giorno è volto a renderle felici e soddisfatte ma soprattutto vincenti".

Trovi delle differenze nella gestione del rapporto agente/calciatore con agente/calciatrice?

"Non è molto diverso, le ragazze hanno ovviamente le stesse esigenze dei loro colleghi perchè fanno in tutto e per tutto lo stesso lavoro. La differenza sostanziale sta solo nello status. Per fortuna con l'ultimo emendamento l'Italia ha intrapreso un percorso per rendere le ragazze professioniste. Un piccolo passo, finalmente ci siamo mossi. Sono fiducioso ma c'è ancora molto da fare".

Conoscendo molto bene la Roma, anche per la presenza delle due tue assistite, quale obiettivo può avere la squadra giallorossa in questa seconda parte di stagione?

"Un club blasonato come la Roma deve ogni anno mirare almeno alla partecipazione in Champions League. Nell'ultima sessione estiva è stata fatta una campagna acquisti di tutto rispetto. Non sarà facile perchè ci sono altre squadre attrezzate per l'obiettivo e competitive ma tutto questo renderà il campionato sicuramente molto affascinante ed incerto. Può e deve anche puntare alla Coppa Italia, ha messo in difficoltà la Fiorentina e anche la Juventus fino al gol rocambolesco di Maria Alves. La differenza principale con le altre squadre è che la Roma non ha dei veri e propri blocchi di giocatrici consolidati sui quali si è potuta strutturare ma ha scelto calciatrici giovani e nell'ultima sessione, giocatrici internazionali, che ancora si devono conoscere".

Il possibile nuovo proprietario della Roma, il magnate americano Friedkin, cosa pensi potrà fare perla sezione femminile?

"Non c'è ancora niente di definito ma se ci sarà un nuovo proprietario, spero che possa dare un grosso contributo oltre che per la squadra anche in Federazione per ottenere qualcosa di più per le calciatrici. Magari con la pressione, riuscire a farle diventare professioniste a tutti gli effetti per far fare il definitivo salto di qualità a tutto il movimento. Ma questo è un augurio che non mi faccio solo in riferimento al possibile nuovo presidente ma è un qualcosa che mi aspetto da tutti i presidenti delle altre società e dalla stessa Federazione". 

TCF - Jacopo Calamai