Esclusiva TCF - "A tu per tu" con Ilaria Tornesello

Esclusiva TCF - "A tu per tu" con Ilaria Tornesello

03/03/2020 - 16:50


Buongiorno a tutti! Giorni fa ho avuto il piacere di intervistare una ex giocatrice della Pink Bari, pugliese e oggi docente CONI e sostituto Giudice Sportivo presso la FIGC. Ilaria Tornesello si è piacevolmente sottoposta alla mia intervista, raccontando il suo passato da calciatrice. Quel passato che, tuttavia, è ancora vivo: lo sport rimane la sua più grande passione. Buona lettura!

Ilaria, quando e come è nata la tua passione per il calcio?

"Quando questa domanda viene posta ai miei genitori, loro mostrano le foto del mio primo compleanno nelle quali ho sempre una pallina in mano. Grazie a queste foto, posso affermare con certezza che la passione per il calcio è nata ed è cresciuta con me".

Come hanno reagito i tuoi genitori dinanzi alla tua passione?

"Non ne sono rimasti affatto sorpresi e probabilmente speravano si trattasse di una passione passeggera. Devo ammettere, però, che mi hanno sempre assecondata e sostenuta in ogni mia scelta".

Prima di giocare nella Pink Bari sei stata la giocatrice di qualche altra squadra?

"Si. Ho iniziato giocando per diversi anni in alcune società di Futsal femminile ma la mia passione più grande era il calcio a 11. Ho esordito nel Bari femminile (ai tempi di «Calci e Carezze» e dell’Acmei Bari) e successivamente nel Barletta femminile. Ho fatto anche un’esperienza in Inghilterra ma è stata una breve parentesi dovuta al mio rientro a Bari".

Come è iniziata la tua esperienza nella Pink Bari?

"Avevo voglia di giocare nella mia città. Conoscevo bene la Società Pink Bari e desideravo farne parte. Mi presentai alla Mister Isabella Cardone (attuale direttore tecnico della Pink ndr), la quale decise di accogliermi in squadra".

Potresti descrivermi il rapporto che avevi con l’allenatrice e con le ragazze della squadra?

"Ho trovato una squadra davvero molto unita e le ragazze mi hanno accolta come una di loro, sin dal primo giorno di ritiro. Con la Mister Cardone avevo un rapporto di rispetto e stima che si traduceva in dialogo e confronto, non solo sui campi di gioco".

Come è lavorare sportivamente con altre donne?

"Penso sia il massimo: competizione, intelligenza, grinta e tanta determinazione. Il lavoro non si riduce ad un semplice allenamento. È una crescita costante".

Come definiresti il rapporto? Complice? Conflittuale?

"Non credo di poter dare una definizione univoca. I rapporti hanno sempre mille sfaccettature. Ancor di più se si condividono gli stessi spazi e tante ore di allenamento per molti mesi. Prova a pensare ad uno spogliatoio con 23, 28 ragazze. Quasi tutte di età differente, ognuna con la sua storia, la sua quotidianità, la sua personalità. L’unica cosa che le unisce è la passione per quel pallone. I rapporti cambiano continuamente perché il confronto, non solo sul campo, è costante. Difficile ma bellissimo allo stesso tempo".

Oggi sei un avvocato, non rimpiangi l’aver sospeso la tua carriera calcistica?

"Se avessi potuto, avrei scelto di giocare ancora per qualche anno. Non è stato possibile ma sono consapevole che questa passione mi accompagna quotidianamente, nelle mie ore di attività fisica e durante il mio lavoro: mi sono specializzata in diritto sportivo".

Cosa ti senti di dire alle ragazze che oggi si approcciano e/o si sono già avviate alla carriera calcistica?

"Penso che questa scelta, agli occhi di molti ancora così inusuale, sia l’espressione di una passione innata che deve essere assecondata e coltivata, con costanza e pazienza, perché in tutti gli sport è necessaria tanta dedizione ed altrettanto sacrificio".

Cosa ne pensi del professionismo de facto delle donne?

"Lo sport femminile, negli ultimi anni, ha avuto una risonanza mediatica non indifferente, soprattutto grazie ai Mondiali di calcio in cui le azzurre hanno dato prova di una grande professionalità, accrescendo, di fatto, anche i numeri legati alla platea degli spettatori. Tuttavia, sono consapevole che il passaggio al professionismo non può essere semplicemente imposto per Legge ma sono necessari passaggi intermedi".

Infine, dammi un tuo parere sull’emendamento alla Legge di Bilancio, può essere considerato un vero passo avanti verso il professionismo nel calcio femminile?

"L’emendamento mira, di fatto, a sostenere le società sportive femminili con la predisposizione di incentivi contributivi previdenziali e assistenziali (sebbene si parli di sgravi circoscritti), tesi ad una “riqualificazione” del rapporto di lavoro. Sebbene possa essere considerato solo un primo passo verso un’inversione di marcia, questo emendamento è certamente un inizio importante per l’ascesa del professionismo femminile".

Grazie mille Ilaria e in bocca al lupo per il tuo futuro!

Claudia Krystle Di Biase