Napoli, Gelmetti: "Io, Gabbiadini, il record di gol e la sfida alle big"

14/05/2020 - 11:05


Martina Gelmetti, ala sinistra e, all’occorrenza, trequartista del Napoli Femminile è intervenuta in una diretta Facebook con “Stabia Channel”. Nel corso della lunga intervista, l’ex AGSM Verona e Lugano ha parlato della sua stagione in maglia azzurra, facendo riferimento anche a qualche avvenimento del suo passato e ai suoi modelli attuali. Queste le sue dichiarazioni:

Il mio modello come calcio maschile è stato ed è tutt’ora Roberto Baggio, mentre di calciatrici ho avuto modo di conoscere di persona Melania Gabbiadini, avendoci giocato insieme. Devo dire che penso sia inimitabile.

Avendo fatto due stagioni nel Mozzecane avevo voglia di cambiare aria, ritornando a vivere fuori casa. Volevo ributtarmi e rimettermi in gioco. Ho preso la palla al balzo, Napoli mi è sempre piaciuta avendola visitata già precedentemente. Non ci ho pensato su un secondo e ho scelto di andare. A Verona abito zona Lago di Garda, quindi una zona molto più tranquilla e non in centro. Andare a Napoli e vivere soprattutto la zona stadio è stato, come primo impatto, difficile. Napoli è fatta a modo suo.”

Ci ho sempre messo un po’ io a prendere il ritmo. Sono stata orgogliosa perché già dalla prima in campionato ho avuto la possibilità di segnare. Da lì, dal momento che inizi a segnare, è difficile smettere, e viceversa. È tanta questione di testa, però sono contenta. Chiaro che si poteva fare molto di più. Il primo gol a Cesena sicuramente è uno dei due più belli della mia stagione.

Io fin da quando ho iniziato a giocare in Serie A ho giocato soprattutto sulla fascia sinistra. Con il passare degli anni ho quindi sempre più perfezionato il piede debole. Il mio punto debole è il colpo di testa, ma ultimamente ho scoperto che so anche saltare quindi viene tutto più semplice (ride ndr).

Dopo la partita con il Chievo in casa nostra, abbiamo capito il nostro valore. Giocare contro una squadra come il Chievo, che ha buone giocatrici, e vincere con tutte quelle reti messe a segno ha dato una buona spinta a noi e all’intero campionato.

I gol ai quali sono più affezionata sono sicuramente quello contro il Chievo, un pallonetto da fuori area di prima intenzione e poi il gol contro la Lazio di testa.

La posizione che più mi esalta è l’ala sinistra, essendo abituata già da prima a giocar lì. Se mi avessero fatta giocare da trequartista, son convinta che sarebbe stato quello il mio ruolo.

La partita più bella della stagione è quella col Chievo, lì siamo state impeccabili. Le peggiore, invece, quella contro la Roma CF al ritorno, pareggiata 3-3 dopo esser state in vantaggio 3-1.

Alla fine di questi anni ho scoperto che il gruppo è alla base dei risultati. Fortunatamente, nonostante tante giocatrici che nella loro giovane età hanno comunque avuto esperienza, siamo molto unite, anche se qualche volta capita di avere battibecchi. Quello probabilmente anzi ci ha rafforzato. Se c’è da dire qualche parola di troppo ce la diciamo, non ci prendiamo in giro ecco. Abbiamo capito che non solo le cose positive servono, ma si cresce anche con le cose negative.

A noi ci seguivano anche fuori casa quelle cinque persone che facevano però più confusione di cento persone messe insieme. In casa erano un bel gruppetto. Erano il nostro dodicesimo, tredicesimo e quattordicesimo uomo in campo.

Il mio ricordo più bello è sicuramente lo scudetto con il Verona, lì eravamo un gruppo molto differenziato, sia di età che di personalità. Io, essendo una delle più piccole, avevo solo da imparare da loro. Credo che sia stato un po’ l’inizio di tutto.

Il Mondiale ha sicuramente aiutato, le ragazze hanno fatto una cosa gigantesca per la crescita del movimento. Giocare per la Nazionale penso sia il sogno di ogni calciatrice, altrimenti tutti i sacrifici che facciamo non avrebbero senso. Ci penso ad una convocazione, ma non è il mio primo pensiero. Ci sono molte giocatrici valide, poi è chiaro che se dovesse arrivare la chiamata di certo non la cestino.

La giocatrice con la quale mi trovo meglio in campo è Chiara Groff con la quale gioco già da due anni. L’ho conosciuta come persona, soprattutto in questo secondo anno. È una persona matura, sensibile, che riesce a dare un sacco di consigli. Mentre fuori dal campo ho legato molto con Benedetta De Biase. Essendo la più piccola della squadra mi ci rivedo un po’. Io ai tempi di Verona ero la più piccola e Benedetta l’ho presa un po’ a cuore.”

A Napoli il calcio è tutto. Vincere un campionato lì, con il Napoli, penso sia un qualcosa di indescrivibile. Una napoletana potrebbe davvero descriverlo molto meglio.”

Sicuramente noi siamo in vantaggio, essendo prime. C’è comunque molta confusione e di certezze non ce ne sono se andiamo in A o meno. Rimanere così, senza sapere niente a me mette un po’ rabbia, perché è chiaro che vorresti saperlo già.

Ad una ragazza che si avvicina al mondo del calcio sicuramente le direi di scoprirlo, ha tanti esempi da seguire e. Devono buttarsi e pensare che sia uno sport insieme a tanti altri.

Da quando ho iniziato a giocare a calcio, dai 6 ai 13 anni, ho intervallato scuola calcio femminile con gli allievi maschili. Sono due cose diverse, l’esperienza con i maschi mi è servita tantissimo sotto l’aspetto fisico, nella cattiveria nei contrasti. Oggi come oggi ci sono tantissimi allenatori preparati e credo che una ragazzina faccia bene ad andare in una scuola calcio femminile e crescere lì.

Il mio sogno nel cassetto sicuramente ad oggi è la Serie A. A livello personale, ogni anno certo di superare il mio record realizzativo stagionale(13 reti).”

La squadra più forte che abbiamo affrontato è la Lazio. Ha un buon allenatore, con delle buone basi e anche buone giocatrici. L’avversario più difficile non saprei dirlo. L’anno scorso era Mariah Cameron, quando incontravamo il Ravenna ero sempre preoccupata. Adesso ce l’ho in squadra e ho risolto il problema.

In Serie A mi piacerebbe affrontare il Verona, anche se è tutt’altra squadra e società. Poi mi piacerebbe affrontare le prime della classe, per capire anche il nostro livello. In Svizzera ho giocato con Bergamaschi e già quattro anni fa si vedeva che era di un’altra categoria. Attualmente mi piace tantissimo Bonetti, della Fiorentina. La conosco anche personalmente e sono molto contenta della sua convocazione in Nazionale.