Carolina Morace: "Del Toro di oggi giusto puntare su Torri"

Carolina Morace: "Del Toro di oggi giusto puntare su Torri"

22/05/2020 - 12:00


Seconda parte dell’intervento di Carolina Morace a Toro News. Tema, il Toro di ieri e di oggi e il desiderio del presidente Urbano Cairo di portarlo in Serie A. Nella società granata lavora Tatiana Torri che Morace ha allenato in Nazionale".

"Torri era veramente forte. Poi aveva doti fisiche importanti, perché era rapida e dinamica. Per me è stata una delle migliori giocatrici italiane".

"Se può essere il volto giusto per una futura prima squadra granata? Io Tatiana la conosco più come giocatrice. La Tatiana che conosco io era una ragazza che il calcio lo capiva, capiva molto bene quello che io le chiedevo in campo. Questo era anche un segnale che avrebbe potuto allenare un giorno e farlo bene. Non so come si sia evoluta ora, perché non la vedo da tempo. Lei comunque ha l’esperienza giusta e poi è legata all’ambiente, per questo penso che sia la persona giusta a cui affidare una Prima squadra".

"Il modello da seguire a livello internazionale? In Germania il calcio femminile è incluso anche nel panorama maschile, perché le giocatrici entrano anche a far parte della società come dirigenti, allenatrici o altro. Il presidente della federazione tedesca ha anni fa messo sullo stesso livello sia il mondiale che l’europeo maschile e femminile, giocatori e giocatrici prendevano la stessa cifra. Da quel momento lì è iniziata l’attenzione dei media. Il valore economico dell’uno dev’essere uguale dell’altro".

"In questo momento non ci sono mai state le premesse che giustificano la ripresa del calcio maschile. Per quanto ci possa essere una perdita enorme, la salute dev’essere al primo posto, anche perché è un diritto garantito dalla nostra costituzione. Se riprendiamo è per un motivo ben preciso. Queste premesse nel calcio femminile non ci sono. Soltanto qualche squadra gestita da una società professionistica potrebbe rispettare il protocollo. Io soprattutto mi chiedo, che calcio è se la squadre di Serie A sono a rischio dopo che non si gioca da due mesi. Allora quando si dice che il calcio femminile non può essere professionistico perché non ci sarebbe la sostenibilità, allora questa non c’è neanche per le 20 squadre di Serie A. Io credo che il calcio femminile, in quanto sport dilettantistico, deve rispettare le regole dei dilettanti".

"L’epidemia che ci ha colpito, deve farci riflettere. Invece di perderci qualcosa, dobbiamo far sì che questo periodo non sia stato tempo buttato. Da questa situazione si deve anche pensare a come rinforzare il movimento del calcio femminile. Abbiamo capito che non c’è sostenibilità per le squadre di Serie A, per quelle di B e quelle di Lega Pro. Allora forse può aver senso fare due leghe professionistiche maschili e una femminile. A quel punto ci sarebbe sostenibilità. In Italia al posto di 10.000 tesserate potrebbero essercene 100.000, perché questo è un paese calciofilo. Servono dei manager alla Michele Uva, il cui progetto ha raggiunto il culmine con il Mondiale. Se il calcio femminile riuscisse ad avere qualcuno in grado di progettare, allora questa sarebbe una cosa importante. Poi dobbiamo migliorare dal punto di vista tecnico. Dobbiamo proporre calcio di alto livello. Chiaro che quando intendiamo professionismo non parliamo di stipendi milionari, ma di avere le stesse garanzie e assicurazioni".