Esclusiva TCF - "A tu per tu" con Cristiana Capotondi

01/06/2020 - 21:35


Buongiorno ragazzi, giorni fa ho avuto il piacere di intervistare l’attrice Cristiana Capotondi, nota al pubblico italiano soprattutto a quello televisivo, con il film Notte prima degli esami in cui impersona Claudia, in un ruolo che le consente di conquistare la sua prima nomination ai David di Donatello come migliore attrice protagonista. Il volto della semplicità e della grazia, della bellezza naturale senza trucco, senza orpelli. La ragazza che dà il meglio di sé quando è spettinata, quando, senza un velo di fondotinta e di terra, svela tutte le lentiggini che le punteggiano il viso.

Negli anni la Capotondi è divenuta un'interprete rivelazione del panorama artistico nazionale, strabiliante e camaleontica attrice, ha saputo giostrarsi al meglio le sue opportunità, divenendo una delle interpreti più richieste dai registi italiani. Con la performance sul palco di una manifestazione così importante come il recente Festival di Sanremo, ora tutto il pubblico sa che esiste un legame tra il calcio e Cristiana Capotondi, anche chi lo ignorava.

Ebbene, al bando i luoghi comuni e le credenze mistificatrici, ci sono donne che occupano posizioni importanti nel mondo dei maschi ed una di queste è la Vicepresidente della Lega Pro Cristiana Capotondi che il calcio ce l’ha nel sangue fin da bambina. Fin da quando suo nonno desiderava un nipote calciatore. Così, invece del nipote maschio, ha iniziato lei verso l’amore per il calcio. In una intervista rilasciata subito dopo la sua elezione a Vicepresidente ha dichiarato: «Io sono cresciuta con un nonno accompagnatore della Roma negli anni '50, nella seconda presidenza Sacerdoti e la passione per il calcio è l'unica eredità che mi ha lasciato».

C’è anche il calcio giocato nella sua vita, nel ruolo di difensore, come ha ricordato invitando il conduttore di Sanremo 2020 ad una partitella a 5 o a 11 con quel pallone tanto importante quanto celebrativo dei 60 anni di vita della Serie C, che ha, poi, regalato ad Amadeus. Ma l’entrata nella parte dirigenziale del gioco più amato in Italia non è una semplice operazione di copertina.

Lo ha detto, chiaramente, subito dopo l’elezione esprimendosi in termini molto perentori riguardo la sua affermazione di voler una Lega più romantica: «Cari uomini, nessuno sa essere più cinico di una donna, quindi il romanticismo di cui parlo è pragmatico. E questo è quello che voglio augurare alla Lega e ai suoi Presidenti: far ripartire il sistema calcio italiano dalla Lega Pro con romanticismo pragmatico. È una delle giornate più belle della mia vita». Non aggiungo altro ora, ragazzi. Lascio a Cristiana la parola. Leggiamo cosa ha voluto raccontare a noi di Tutto Calcio Femminile.

Pregiatissima Vicepresidente, quale pensa possa essere il futuro del calcio femminile, dopo l'esperienza e lo stop forzato da Covid19? Pensa ci sia il rischio di perdere l'entusiasmo verso questo sport in rosa?

"Credo che il calcio femminile abbia stretto un rapporto forte con il suo pubblico e conquista tifosi di giorno in giorno. Questa emergenza non ci ha tolto la voglia di calcio. Sono certa che quando ripartiranno i campionati che il Consiglio Federale deciderà di far ripartire, saremo tutti incollati alla televisione, sperando di poter rivedere presto il calcio dal vivo. Le donne sono al centro di questo entusiasmo e proponendo un calcio più “romantico”, da un punto di vista valoriale, di quello maschile credo saranno apprezzate in questa fase anche per la loro dedizione e semplicità d’animo".

 Il Presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli è un uomo di grandi progetti, oltre che di valori e sogni. Lui stesso ha riferito: «Vorremmo diventare la Lega Femminile». Quanto ritiene che il calcio femminile possa essere un terreno fertile per contribuire alla crescita della sua Federazione e della nostra società?

"Il calcio femminile porta in sé un messaggio molto bello, quello di una conquistata pari opportunità sportiva per le donne. Il calcio, baluardo maschile, oggi è anche terreno di realizzazione dei sogni di tante giovani donne, di tante bambine. È molto bello che sia questo sport, che amo profondamente, a far sì che gli uomini sentano le donne come complici, amiche e compagne di gioco. Sia sugli spalti che in campo. Io lo sperimento nella mia squadra di calcio misto, in cui solo le donne possono segnare. Gli uomini costruiscono il gioco e mandano le donne in porta: è un messaggio bellissimo di ciò che ogni uomo potrebbe essere per la propria donna nella vita di ogni giorno, facilitatore e complice della realizzazione femminile. Questo per me ha un valore sociale enorme!"

Se parlo della necessità di creare un «sistema per poter veicolare la formazione delle giovani calciatrici», la trovo d'accordo?

"Il sistema c’è già e funziona molto bene per gli uomini, nei settori giovanili delle Leghe Professionisti così come all’interno della LND. Basterebbe ripensarlo sul corpo e sull’animo femminile. Con un lavoro attento potremmo ottenere un ottimo risultato". 

Credo che riuscire a comprendere l'effettivo potenziale del calcio femminile e tutto ciò che le fa da contorno, possa contribuire a far diventare le ragazze/atlete concorrenti e, allo stesso tempo, alleate del calcio maschile. Quanto ritiene (se lo ritiene!) che assemblare le due cose possa farci e far bene?

"Le donne sono già alleate del calcio maschile. Hanno alcuni dei loro riferimenti nei campioni che tutti amiamo. I campioni stessi oggi promuovono il calcio femminile. Il dialogo e la collaborazione sono aperti".

Ho sempre considerato la semplicità la più grande sofisticatezza e credo e spero che la lettura di questa intervista abbia sortito l’effetto. Nulla può riuscir male quando il senso del dovere e la semplicità di spirito s’uniscono a offrirlo.
Il mio (e di TCF) più grande grazie Cristiana a te e a tutta la Lega Pro!

Claudia Krystle Di Biase