Carissimi al SFS 2020: "È il momento di far conoscere il nostro calcio a tutto il mondo"

19/11/2020 - 14:45


Marta Carissimi, ex giocatrice della Nazionale e di Milan e Fiorentina, è intervenuta al Social Football Summit 2020, evento alla terza edizione (per quest’anno online) organizzato da Go Project e Social Media Soccer. L’intervento si è svolto all’interno del panel “Women’s Football: gender balance and leadership”. Queste le sue dichiarazioni:

"Quando ho iniziato io le prospettive erano diverse. In 18 anni di Serie A Femminile ho assistito all’evoluzione del calcio femminile, prendendone parte attiva. Nel 2015 la Federazione ha dato due importanti asset da seguire: l’obbligo del settore giovanile e la possibilità alle squadre maschili di entrare nel femminile. Nella stagione 2016/17, quando ero in Fiorentina, ho iniziato a vedere il cambiamento. Nel giugno 2017 a Coverciano ho assistito alle finali della Danone Nations Cup Femminile: c’erano Livorno, Roma, Juventus e Torino con le squadre Under 12. Vedere tutte quelle bambine vestite da calciatrici mi ha veramente emozionato. Quello, per me, è stato lo spartiacque per il nostro movimento".

"E’ fondamentale una crescita sinergica sotto tutti i punti di vista. Da parte dei club, da parte della Federazione, da parte delle atlete e da parte della comunicazione. Di tutto quello che gira intorno al mondo dei media, delle televisioni e della comunicazione del prodotto che si vende. Adesso è bene che il calcio femminile si porti al di fuori del suo mondo, è il momento di farlo conoscere".

"Il calcio è uno, abbiamo ancora l’idea di suddividere calcio maschile e femminile. Per far sì che il calcio femminile cresca ci sono due cose fondamentali: competenze e opportunità. Parlo da ex giocatrice: il calcio femminile sta crescendo e si stanno aprendo delle possibilità per le giocatrici di inserirsi a fine carriera in qualche società. Il calcio femminile è casa mia, l’ho visto crescere, adesso devo fare gli onori di “casa”. Possiamo dare qualcosa che nessuno adesso può dare. Proprio in un’ottica di professionismo, le persone chiamate in causa devono avere profili di livello alto: oltre ad avere competenze calcistiche, devono possedere competenze trasversali. La donna può avere ruoli di leadership, non solo nello sport, ma anche in tutti gli altri settori della vita".

Marco Cicali