San Marino, Prep. Pecorari: "La A ci ha imposto di alzare l’asticella"

12/01/2021 - 11:35


La San Marino Academy, dopo una prima parte di stagione di certo emozionante, si appresta a chiudere il girone d'andata di Serie A al massimo delle proprie capacità, dovendo comunque affrontare una corazzata contro la Fiorentina. Di questo e tanto altro ha parlato Gianluca Pecorari, preparatore atletico del club. Queste le sue dichiarazioni:

Per me, come per gli altri membri dello staff, è la prima volta in Serie A, ma questo non cambia il nostro spirito. C’è una frase che mi piace tenere a mente: ‘non è la categoria che fa il professionista, ma il professionista che fa la categoria’. Il senso è che l’impegno e le energie profusi devono essere massimali sempre, nelle categorie minori come in Serie A. Per questo siamo stati attenti a non stravolgere il nostro modo di fare e di porci. Ma è anche vero che la Serie A ci ha imposto di alzare l’asticella: lo abbiamo fatto, chiedendo sempre di più alle ragazze ma in primis a noi stessi. Stiamo crescendo tutti assieme, cercando sempre di mantenere il più alto livello di professionalità possibile.

Stiamo vivendo un’esperienza nuova ma assai stimolante. La lingua non è un ostacolo durante il lavoro: del resto le odierne metodologie di allenamento, sviluppate quasi tutte oltreoceano, utilizzano proprio l’inglese come veicolo principale. Quindi non ho difficoltà a spiegare il lavoro alle ragazze. Ma la comunicazione è un campo molto variegato: i concetti sono uguali per tutti, ma il modo di trasmetterli varia da giocatrice a giocatrice. Ognuna di loro ha un preciso background che richiede un approccio altrettanto preciso. È questa la vera sfida, qui stanno le novità per noi dello staff. Con l’arrivo delle straniere, quest’anno, ci siamo trovati di fronte a delle atlete a tutto tondo, ragazze che giocano a calcio solamente e hanno un altro modo di pensare.”

È stata e sarà una stagione piena di pause. Ma la mia filosofia non è quella di sfruttarle per ‘mettere benzina’ in vista dei mesi successivi. Io calibro il lavoro in funzione della partita successiva, perciò adesso stiamo pensando alla Fiorentina. Non guardo più in là, anche perché una stagione può essere piena di imprevisti. Certo, quando si ha più tempo, e le domeniche libere, si dosa il lavoro a seconda delle esigenze. Per esempio, adesso stiamo tenendo il volume del lavoro ma bassa l’intensità. A mano a mano che ci avvicineremo alla gara, abbasserò il volume e aumenterò l’intensità. E poi cerchiamo di lavorare con il pallone, curando anche tecnica e tattica mentre potenziamo la tenuta atletica. In ogni caso, io sono convinto che il calcio non sia solo polmoni: anzi, per me il calcio è più emozione che fisicità."

Per le ragazze, come per noi, è un anno stressante. Lo è stato fin dall’inizio. A livello metodologico a volte intervengono cambiamenti dell’ultimo minuto e alle giocatrici si richiede di adattarsi. Non è sempre una passeggiata. Uno degli aspetti più difficili da gestire è certamente quello cognitivo. E poi ci sono le aspettative e la pressione di una stagione che per questa squadra è senza precedenti. Naturalmente, il Covid qualche problema in più lo ha creato: per esempio, abbiamo dovuto ripianificare la settimana di lavoro poco prima dell’Inter, ed è stato un momento davvero delicato. Non poche volte abbiamo organizzato allenamenti casalinghi, individuali, e le ragazze hanno sempre risposto benissimo, con grande impegno e professionalità. Le ringrazio per questo. Ma, naturalmente, si può e si deve fare ancora di più.

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