Mara Gómez: "Il calcio una terapia contro le discriminazioni"

22/02/2021 - 10:20


Mara Gómez, prima giocatrice transgender a giocare nel massimo campionato argentino, si è raccontata sulle pagine di CalcioFemminile_Italia, parlando della lotta alle discriminazioni e dei suoi sogni futuri. Queste le sue dichiarazioni:

Il riconoscimento come una giocatrice? lo vedo come un risultato di conquista. L’anno passato era una cosa impossibile, ora finalmente si è realizzato. Chiaro che non è la conclusione di tutto, in quanto il calcio femminile deve fare altri passi in avanti. Io spero in un futuro inclusivo e possibile per tutte le persone che vogliano praticarlo. Amo il calcio e sono contenta di aver vinto la mia battaglia.”

Il calcio è una terapia contro le discriminazioni. Grazie al calcio posso dimostrare che è un’opportunità aperta a tutti senza distinzioni. La gente vede lesbiche, gay e trans come persone differenti, quando in realtà io per prima ho relazioni, lavoro, studio come una qualunque persona di questo mondo. Se posso fare tutto ciò è anche grazie alla mia famiglia che capisce la mia situazione, mi accetta, accetta la mia operazione e il mio cambio di genere.”

Anni addietro in Argentina si considerava il cambio di sesso come una malattia psicologica. Per questo si rinchiudevano le persone che cambiavano il proprio sesso. Ora no, ma c’è sempre chi vede questa categoria di persone definendole differenti. Siamo persone con un altro orientamento sessuale, con una maniera differente di vivere.”

Sono felice di essere una giocatrice professionista e chiaro che, se un giorno sarò chiamata a rappresentare la Nazionale, accetterò. Vestire la maglia dell’Argentina è un privilegio e un orgoglio per qualunque sportivo, uomo o donna che sia. Il calcio femminile argentino cresce ed è molto pulito. Alcune giocatrici vanno anche all’estero, come per esempio Dalila Ippólito che ora gioca in Italia nella Juventus.”

Il mio obiettivo è di giocare in altri club qui in Argentina e poter viaggiare in altri Paesi per giocare all’estero. È sia un obiettivo, quanto un sogno. A parte il calcio, voglio anche completare i miei studi.