Florentia, Ad Zwingauer a TCF: "Stiamo correndo verso una metà senza sapere dove andare"

06/04/2021 - 14:05


Il primo nodo da sciogliere è come affrontare i problemi legati al passaggio al professionismo. Ecco l’analisi di Marco Zwingauer, Amministratore Delegato della Florentia San Gimignano.

"Bisogna stare attenti, perché il modo migliore per non riconoscere i diritti che la Riforma dello Sport intende affermare è tentare di applicarli in un sistema che non è in grado di farlo. Questo è innegabile e lo ha rilevato di recente anche il Presidente della F.I.G.C. Gabriele Gravina. 

In una fase delicata come quella che stiamo vivendo, esiste un problema di sostenibilità che riguarda tutto il mondo dello Sport e ciò è abbastanza intuibile.

Questo percorso verso il professionismo è fisiologico e naturale, manca però una progettualità che possa sostenerne le ragioni. La mia paura è che si stia correndo verso una meta senza sapere poi dove andare. 

Per prima cosa, manca un sostegno economico strutturale al sistema calcio-femminile, questo è sicuramente un problema centrale. Le risorse che attualmente provengono dai diritti televisivi e commerciali sono insufficienti a coprire anche soltanto il 5% del costo medio per gestire una stagione di Serie A. 

Un sistema deve provare a essere sostenibile alla base e in modo costante, pertanto anche i fondi stanziati dal Governo per promuovere il professionismo nello sport femminile non risolvono il problema, soprattutto se si considera il fatto che stiamo uscendo da una stagione in cui i Club hanno dovuto sostenere centinaia di migliaia di euro di costi imprevisti (tamponi, test sierologici, sanificazioni ecc.) a fronte di una diminuzione talvolta sostanziale dei ricavi. 

In definitiva, non è detto che una cosa giusta e sacrosanta sia fattibile di punto in bianco, ma sono certo che ci arriveremo. 

Infine esiste un altro problema, interno al movimento del calcio femminile: il concetto di “professionismo” porta con sé molte questioni che dal mio punto di vista sono state soltanto parzialmente affrontate e che riguardano il contesto e le condizioni di lavoro che poi si verrebbero a creare. Anche in questo senso, aldilà delle tutele che sono sacrosante, ci sarebbe molto da lavorare nell’interesse delle future calciatrici professioniste e dei Club. 

Per riformare qualcosa in meglio occorre una consapevolezza che in certe fasi mi è sembrata carente; andrebbero dal mio punto di vista messe a confronto in modo serio tutte le componenti del sistema calcio femminile cercando di analizzare anche i punti deboli di questo percorso, mettendosi in discussione e cercando di anticipare gli enormi cambiamenti sostanziali che la riforma porterà con sé. Il tempo per confrontarsi, studiare, approfondire e fare analisi non è mai gettato al vento".  

TCF (3 – segue)