Ad Zwingauer a TCF: "Il calcio femminile deve entrare nella ripartizione dei ricavi della vendita collettiva dei diritti televisivi"

06/04/2021 - 07:25


Servono nuove risorse per sostenere economicamente questo passaggio. Dove possono trovare nuovi soldi? Ecco l’analisi di Marco Zwingauer, Amministratore Delegato della Florentia San Gimignano.

"Senza introdurre il calcio femminile nella ripartizione dei ricavi derivanti dalla vendita collettiva dei diritti audiovisivi degli eventi calcistici (cd. “Melandri), sarà difficile rinvenire gli strumenti di sistema necessari per sostenere il passaggio ad un professionismo stabile. Non dico che serva una ripartizione più “equa”, perché non spetta a me dire cosa è giusto e cosa non lo è. Ma certamente se non vi si inserisce il calcio femminile, il professionismo rischia di essere una chimera oppure una meteora. 

Per il resto, il movimento sta compiendo una sua crescita in autonomia.

Durante le assemblee di Divisione si percepisce in modo chiaro che l’obiettivo comune è quello di promuovere e sviluppare il prodotto legato al calcio femminile e il tema legato alla sostenibilità è affrontato in modo aperto: chi investe in questo movimento ci crede, ma è inutile nascondere che gli sforzi profusi non sono ancora stati ripagati. 

Siamo comunque convinti che presto si apriranno nuovi orizzonti, perché investire sul calcio femminile per aziende con determinati obiettivi potrà risultare molto vantaggioso e in moltissimi casi lo è già. 

Infine, è evidente che ogni Club dovrà costruire un proprio percorso per aumentare i ricavi e rendere la propria esperienza nel mondo dello sport maggiormente sostenibile e virtuosa. Come noto, rebus sic stantibus, i settori giovanili non posso rappresentare una fonte di valorizzazione economica dell’attività sportiva e allora è possibile che le aziende sportive debbano guardarsi attorno e strutturare delle attività diverse in grado alla lunga di sostenere i costi legati al calcio. Ovviamente ogni Club ha una sua specificità, soprattutto nel calcio femminile, e quindi ognuno dovrà da questo punto di vista impostare un piano industriale che possa reggere nel medio-lungo periodo. 

Se poi in un futuro i cartellini delle calciatrici potranno avere un valore, non è dato saperlo! Si tratta di un ulteriore passaggio cifrato che rende l’approdo al professionismo pericoloso e forse prematuro: occorre prima trovare la quadra su una serie di questioni preliminari che altrimenti ne complicherebbero la fattibilità!"

TCF (4 – segue)