FIGC, Mantovani: "Sviluppare il mondo rosa comporta grandi responsabilità"

06/04/2021 - 20:31


Ludovica Mantovani, presidentessa della Divisione Calcio Femminile, ha parlato sulle colonne della Repubblica esprimendosi sul progetto della Sampdoria, squadra da sempre molto cara a lei in quanto il padre è stato uno storico Presidente del club doriano e raccontando la grande crescita del movimento femminile in generale. Queste le sue dichiarazioni:

Lo scorso anno ho premiato il Genoa dopo la promozione in C. Adesso mi piacerebbe assistere alla prima della Sampdoria. Ho avuto la fortuna al Ravano di poter vedere, dal 1987, pari diritti e pari opportunità. Mio padre, lo ricordo ancora con orgoglio, ha dato la possibilità a tutte le bambine delle elementari di potersi divertire. All’inizio il torneo era previsto solo per i maschietti, ma ha cominciato a cambiare e non si è più fermato. L’idea di base non cambia: sport per tutti.

Sembra che calcio femminile stia cambiando anche a sotto la Lanterna. E ne sono orgogliosa. Le radici sono forti e chiare. Il primo campionato Figc è stato vinto a Genova. In Italia dal 2015 si è introdotta l’obbligatorietà a livello di U12 per i club professionistici. È stato un primo tassello per strutturare tutto un mondo, con la possibilità di acquisire anche il titolo sportivo di squadre dilettantistiche femminili. Prossimi obiettivi il professionismo sostenibile, raddoppiare le bambine tesserate entro il 2025, lavorare sulle infrastrutture. Sviluppare il ‘mondo rosa’ comporta una grande responsabilità e trovo corretto chi ha scelto di osservare da fuori e crescere gradualmente costruendo un ambiente idoneo e protetto.

Vivo dall’età di diciassette anni dieci giorni all’anno tra le bambine, condivido le emozioni ed ascolto le loro richieste. Ancora adesso mi chiamano, ringraziano, e si raccontano. Percepisco la loro felicità e passione. Visto che abbiamo la conferma che piace, questa disciplina deve poter essere una scelta di gioco dalle scuole elementari. Quanto dura poi questo innamoramento conta relativamente, l’importante che possa svolgere sempre questa funzione sociale su tutto il territorio italiano perché far praticare calcio è alla portata delle nostre famiglie.”

Tra tutti i fratelli ero sicuramente la più lontana a ritrovarmi un giorno in Federazione, non ho mai pensato a questa opportunità prima che mi contattassero, richiedendo il mio curriculum, ma è successo. Adesso lavoriamo per un calcio senza aggettivi. Mi ripeto, uno sport per tutti.”