Pro Sesto, Scuratti: "Con il professionismo avremo un mondo più serio, organizzato e competente"

13/05/2022 - 10:15


Martina Scuratti, centrocampista della Pro Sesto Femminile, è stata intervistata nell'ambito dell'iniziativa 'Rigore contro gli stereotipi', volta a sensibilizzare sul tema della parità di genere nel calcio. La giocatrice ha raccontato dei suoi inizi in questo mondo, soffermandosi infine sul professionismo:

"Sono nata in una famiglia interista. Mio padre mi ha trasmesso questa passione. Avevo quattro o cinque anni quando ho chiesto per la prima volta di giocare a calcio. Prima mi hanno fatto provare altri sport, nuoto, judo e tutti gli sport possibili, ma non c'è stato niente da fare. A 8 anni ho cominciato a giocare in una squadra femminile. Mi sono trovata subito nel mio mondo, era quello che volevo fare da sempre. Ho sempre avuto l'appoggio di tutta la famiglia. Mio padre in particolare. Nessuno mi ha mai ostacolato, anzi ho fatto appassionare ancora di più tutti. Ho sempre vissuto come una sfida le situazioni che possono apparire di disagio per altri. Quando giocavamo con i maschi da piccole, era bello vincere perché loro erano convinti di essere superiori. Anche dagli spalti i genitori dicevano: "Dai, sono femmine". La faccia cambiava a fine partita".

"Adesso bisogna mettere insieme una vita lavorativa con il calcio, gli allenamenti, le partite e le trasferte. Non abbiamo tutele a livello lavorativo ed economico, contributi e maternità. Con il professionismo potremo finalmente lavorare come calciatrici, come gli uomini. Partendo dal presupposto che io trovo che siano esagerati gli stipendi degli uomini, certamente la via dello stesso stipendio è ancora lunga. Basterebbe poter concentrare tutte le energie sul calcio, sul nostro lavoro avendo un mondo intorno più serio, organizzato e competente. Spero per le bambine che adesso iniziano a giocare che possano davvero farlo come lavoro".

TCF