LTA, Ag Pennestri: "Spero che la Figc non faccia mancare supporto e sia il motore del cambiamento, alcuni club mal digeriscono il femminile"

21/09/2022 - 11:45


Alessandro Pennestri, responsabile della LTA Agency per l'Italia, si è concesso ad una interessante intervista sulle colonne di TuttoMercatoWeb parlando della differenza di lavoro con l'avvento del professionismo e criticando anche alcuni club professionistici che si interfacciano con questo movimento. Queste le sue dichiarazioni:

“Il lavoro da quest’anno è autorizzato dal professionismo, e quindi si sta allineando a quanto già avviene in molti Paesi del mondo e per il maschile. È per tutti una garanzia, sia per i club che le calciatrici, ma soprattutto per chi è autorizzato e ha titolo a poterlo svolgere. Parlare con i club aiuterà certamente a migliorare alcuni aspetti delle negoziazioni e dei contratti. Le atlete avranno invece ulteriori tutele. Chi ha titolo per fare questo lavoro, o che sia un avvocato, non può che tutelare maggiormente le atlete e le loro carriere.”

“Come abbiamo operato? Avendo uno sviluppo internazionale con responsabili locali come me per ogni Paese, abbiamo sviluppato soluzioni ed opportunità specifiche per ogni realtà nazionale. In Italia abbiamo inteso sviluppare un progetto specifico per le giovani atlete, ormai sono cinque anni, il Youth Horizon Project, che prevede di seguire sin da piccole le calciatrici di realtà periferiche, che non hanno quindi il sostegno tecnico, tecnologico, e formativo, delle pari età nei club professionistici. Questo attraverso società leader che si sono prestate a condividere questa iniziativa. Tutto gratuitamente per le calciatrici, con una supervisione della LTA e con la nostra esperienza ventennale nel calcio femminile. Oggi a distanza di 5 anni abbiamo ben 9 ragazze in club pro in A e B delle classi 2004-2005-2006.”

“Viviamo in un momento storico ed economico nel quale la parola sostenibilità assume un valore molto importante, quindi è chiaro che il calcio femminile, soprattutto in questa fase iniziale, non può non tenerne conto. La FIGC come ente e federazione ha il compito di garantire le condizioni affinché i club e le atlete possano usufruire delle maggiori opportunità di sviluppo. Mi auguro che la federazione non sottovaluti il proprio ruolo, non faccia mancare supporto e sia il motore del cambiamento, e non si limiti ad operazioni di facciata. I prossimi anni saranno determinanti, ma vedendo quanto sta succedendo nel mondo intorno al movimento, credo che ci siano le giuste condizioni, sta a tutti noi saperle sfruttare per il meglio.”

“È indiscutibile che la presenza di club Pro nel femminile, con le loro strutture tecniche e manageriali, e la loro esperienza dal maschile ha dato un sano impulso al movimento, ma ho anche avuto modo di vedere l’avvicinamento di club con poche idee e mal gestite, quasi come se fosse un impegno mal digerito. Io posso testimoniare come il femminile nel mondo sia fonte di interesse, traino sportivo ed economico per molte realtà e questo però va sfruttato nel modo giusto e con le competenze giuste. Il calcio è il calcio, ma il calcio femminile ha delle sue specificità e chi lo vive e lo ha vissuto nel tempo dovrebbe essere maggiormente ascoltato.”

TCF (1 - segue)